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Prima volta in un club


di Lucaxn
20.02.2026    |    1.341    |    0 10.0
"” Era già eccitata e bagnata da prima, quindi il lubrificante ha reso tutto liscio come l’olio – entro piano, sentendo la resistenza iniziale che si scioglie man mano, il suo culo stretto..."
Mamma ragazzi, che avventura incredibile! Sono finito per sbaglio – davvero per sbaglio – in un club privé. Ero lì fuori all’ingresso, titubante da morire, fissando il prezzo d’ingresso che mi sembrava esagerato, tipo “ma chi me lo fa fare?”. Proprio in quel momento, vedo una coppia che stava uscendo: lui un tipo sui 40, robusto e con un sorriso sornione, lei una donna attraente con curve invitanti, capelli scuri e un’aria misteriosa. Mi notano, si scambiano uno sguardo, e invece di andarsene, rigirano i tacchi e rientrano. Quello è stato il segnale: “Ok, entro anch’io”, mi dico, con il cuore che batteva forte.
Dentro, l’atmosfera era elettrica – luci soffuse, musica bassa, gente che si muoveva con disinvoltura in questo mondo che per me era totalmente nuovo. Ero in imbarazzo, non sapevo dove mettere le mani, ma l’eccitazione mi ribolliva dentro. Inizio a girare per il locale, tra corridoi bui e stanze semiaperte, cercando quella coppia che mi aveva incuriosito. Dopo una decina di minuti, eccoli lì, in una stanza appartata con luci rosse fioche che creavano ombre intriganti. Mi salutano con un cenno, ci presentiamo: lei si chiama Gioia, un nome che le calza a pennello, con quel corpo morbido e accogliente. Mi invitano a entrare, e in quel momento ansia, adrenalina ed eccitazione mi assalgono come un pugno allo stomaco. Ma riesco a calmarmi, e loro sono fantastici: chiacchierano un po’, ridono, mi mettono a mio agio come se fossimo vecchi amici.
Subito dopo, Gioia prende l’iniziativa: mi si avvicina con un sorriso malizioso, inizia a spogliarmi piano, slacciandomi la camicia e i pantaloni. Mi mette il preservativo con gesti esperti, e poi se lo prende in bocca, succhiando con una maestria che mi fa girare la testa. Lui, il marito, sta lì a guardare dalla poltrona, masturbandosi piano e incitandola con complimenti tipo “Brava amore, fai vedere quanto sei brava”. Mi rilasso completamente, e preso dalla voglia irrefrenabile, le dico che voglio penetrarla. Lei si sdraia sul letto morbido della stanza, apre le gambe, e cavolo, era già zuppa fradicia – entro facile facile, scivolando dentro di lei con un gemito condiviso. La scopo per 4-5 minuti buoni, spingendo ritmicamente mentre lei ansima e si aggrappa alle mie spalle, il corpo che ondeggia sotto di me. Lui continua a masturbarsi, ansimando incoraggiamenti.
Poi, per non farmi mancare niente, le chiedo se posso provarci dietro – era la mia prima volta con il sesso anale, e lei non se lo fa ripetere due volte: si gira a quattro zampe con un movimento fluido e invitante, esponendo quel culo rotondo e sodo che mi faceva impazzire. Mi aiuta da subito, perché sa che sono un novizio: prende un po’ di olio lubrificante dal comodino lì accanto (ce n’era una bottiglietta, tipica di posti del genere), se lo spalma generosamente tra le natiche con le dita, gemendo piano mentre lo fa, e poi mi guida con la mano, afferrandomi il cazzo e posizionandolo esattamente all’ingresso del suo ano. “Rilassati e spingi piano,” mi sussurra con voce calda, “io mi apro per te.” Era già eccitata e bagnata da prima, quindi il lubrificante ha reso tutto liscio come l’olio – entro piano, sentendo la resistenza iniziale che si scioglie man mano, il suo culo stretto ma accogliente che mi avvolge come un guanto caldo. Lei urlava dal piacere, non dal dolore, spingendosi indietro contro di me per prendermi più a fondo, contraendo i muscoli interni in un modo che mi mandava in estasi. Mi ha aiutato tantissimo: respirava profondo per rilassarsi, mi incoraggiava con frasi tipo “Sì, così, più dentro… mi fai godere da matti”, e muoveva i fianchi in cerchi lenti per facilitare la penetrazione, facendomi sentire come se fossi un esperto. Era la mia prima volta, quindi l’eccitazione era alle stelle – quel calore stretto, le sue urla che echeggiavano nella stanza buia, il marito che guardava e si masturbava furiosamente – e resisto al massimo 3 minuti prima di esplodere dentro di lei con un orgasmo da urlo, tremando tutto. Lui era venuto qualche minuto prima, schizzando sul pavimento mentre guardava.
Dopo la mia venuta, Gioia mi ha levato il preservativo con delicatezza, lo ha tenuto in mano pieno del mio sperma caldo, ha guardato il marito con occhi complici e gli ha chiesto se poteva. Lui ha annuito con un sorriso eccitato, acconsentendo, e lei si è bevuta tutto lo sperma dal preservativo, leccandolo fino all’ultima goccia come se fosse il nettare più dolce, gemendo di soddisfazione.
Ma che goduria, ragazzi… Una sensazione pazzesca, quel mix di proibito e piacere puro. Mi pulisco con dei fazzoletti che c’erano lì, ci facciamo una risata complice, un saluto veloce con baci sulle guance, e penso sia finita. Invece, la cosa che mi ha sconvolto di più: ci rincontriamo in un salottino del locale, seduti su divanetti comodi con drink in mano, a parlare del più e del meno – lavoro, viaggi, hobby – come se fossimo amici di lunga data. Nessun imbarazzo, solo rispetto e complicità.
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